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Dieci gradi (o “Il valzer del distributore automatico”)

 

Passeggiava nel ghiaccio della stazione

tipo “Metà dicembre: Milano”,

alle cinque della mattina

un tipo “Metà uomo: un nano”.

Si fermava al distributore automatico per prender qualcosa.

L’occhio si intorpidì “Temperatura interna: (pausa) 10°”.

 

Rit.:

 

“Porca troia

è più caldo lì dentro che fuori.

Porca troia

ormai ho pure i geloni.

Come vorrei essere un latte macchiato per stare lì dentro

Vorrei essere un latte macchiato per stare lì dentro”.

 

Passeggiava nel ghiaccio della stazione

tipo “Metà dicembre: Milano”,

alle cinque della mattina

un tipo “Metà uomo: un nano”.

 

Si fermò al distributore automatico per qualcosa di caldo

e si svegliò nel corridoio dell’ospedale San Carlo.

 

Rit.:

 

“Porca troia

com’è che son finito qui dentro?

Porca troia

com’è che non ricordo più un fico secco?

Volevo diventare un latte macchiato

e son finito seduta stante ricoverato,

volevo diventare un caffè borbone

e son finito in rianimazione,

volevo diventare un tè deteinato

e son finito depressurizzato,

volevo diventare un cappuccio col deca

e son finito lungo dentro una teca. (662)

 

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